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Before the Frost... Until the Freeze

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Recensione album

Revitalized by their 2008 reunion, the Black Crowes decided to take a genuine risk, recording a double-album's worth of new material in front of a live audience at Levon Helm's barn in upstate New York...and then release the second half, Until the Freeze, as a free download-only. To a certain extent, such formal experiments are where the Crowes can really stretch, as they're so devoted to rock & roll roots from Southern England to South Georgia, they can't add new wrinkles to old traditions. But that's not exactly right: they're willing to stretch until at least the late '70s, offering their spin on a Rolling Stones' disco on the album's first single, "I Ain't Hiding." As true as that may be, it's too snide and easy, and does a disservice to what the Crowes pull off with aplomb on this rather remarkable record, a record that has all the easy interplay of a road-tested band but none of the weariness. The Crowes play with muscle and grace, easing into the rustic ramble of "Appaloosa" or getting dirt underneath their fingernails on the stupendous opener "Good Morning Captain," a song that sets the keynote for the rest of the record both in its sturdy construction and enthusiastically ragged performance. More than anything, it's the kineticism that captivates, how the band deepens their already-strong songs with muscle and blood, sounding alive in a way that they never quite have in the studio. No longer young upstarts, they wear their years proudly on this terrific album, sounding like the veteran roadhounds they've always aspired to be.

Recensioni clienti

before the frost until the freeze

Disco ricco di evoluzione per un gruppo dalle radici rock che produce un lavoro sublime molto orientato verso il folk. Un lavoro consigliato fortemente per la maturità artistica di una band con una storia ventennale che dal vivo raggiunge vette altissime. Il disco èstato registrato live di fronte ad una piccola audience a Woodstock (levon harm's studios) in cinque serate a cavallo tra febbraio e marzo 2009. Entra sotto pelle ascolto dopo ascolto con influenze nette di Graham Parson, Grateful Dead, The Band e Rolling Stones periodo Exile on.... Consigliato vivamente

divertente

per un ignorante come me, è una piacevolissima sorpresa.

Uno dei migliori album della carriera dei Black Crowes. Forse il migliore.

Che sorpresa! Facile aspettarsi un buon album dai Black Crowes, che hanno esperienza e classe: "Before The Frost" però è molto più che buono. Dopo anni di silenzio l'ingresso nella band di Luther Dickinson dei North Mississippi Allstars alla chitarra e di Adam MacDougal alle tastiere aveva già dato birra al gruppo col precedente "Warpaint": ora, con questo nuovo lavoro, la band dimostra di aver completato l'amalgama. Il disco suona compatto, vario ma non dispersivo, con più soul sia in senso musicale che in senso "metafisico"... Fantastico, vi verrà voglia di ascoltarlo a ripetizione!

Biografia

Formato(a): 1984, Atlanta, GA

Genere: Rock

Anni di attività: '90s, '00s, '10s

Al momento dell'esordio del 1990, Shake Your Money Maker, il tipo di rock & roll in cui the Black Crowes sono specializzati era fuori moda. Solo i Guns N' Roses sono arrivati ad avvicinarsi a un vintage sexy in stile Stones, ma erano troppo arrabbiati e aggressivi per farlo completamente. the Black Crowes hanno replicato quella spavalderia in stile Stonesy e il boogie dei Faces perfettamente. Il vocalist Chris Robinson ha adeguato il sound e lo stile del Rod Stewart vintage mentre il chitarrista...
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