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Allevi: Evolution (Evolution Deluxe Edition)

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Recensioni clienti

Ma se si trovasse una GIUSTA DISTANZA dal "problema "Allevi?

Sono un Compositore e capisco che i miei colleghi abbiano in odio Allevi.Li conosco e ci ho vissuto insieme una vita...soffrono molto, soffriamo tutti molto. Non c'é un riconoscimento di anni di studio e lavoro e le "commissioni" sono sempre più rare e difficili da ottenere. Allevi ci ha spiazzato a tutti.Ha sovvertito un sistema.Lo odiano nel Jazz e nella Musica Colta contemporanea. Ma Allevi è utile. Molto utile a noi tutti, musicisti e ascoltatori. E' un musicista che ha avuto il merito di avvicinare molte persone che non la avevano mai incontrata, alla musica strumentale . A prescindere dai suoi "propulsori" mediatici, che come sempre sono fuori dal controllo del musicista stesso, questo ragazzo ha fatto bene a fare come fa e trovo ingiusto crocifiggerlo come fa il primo recensore dell'album che DI CERTO è un musicista. Se ti sei diplomato in composizione e ora sei in una condizione difficile dovresti capire che in qualche modo, Allevi impollina una nuova generazione di pubblico che forse un giorno non lontano, potrà ascoltare anche te. Ne abbiamo tutti bisogno!E' OVVIO che abbia usato sonorità che da musicisti adusi a Donatoni o Nono sono considerate New Age ma ripeto, il problema è altrove. Il problema è che Allevi e chi come lui spinge anche di poco la musica verso forme e strutture più complesse è il BENVENUTO. Chi viene da luoghi isolati e privi di stimoli che non siano televisivi, avrà un utile upgrade nel suo gusto da questo musicista. Probabile che la sua musica (quella di Allevi) spinga, una volta esaurita la sua carica, verso altri luoghi, da Jarrett a Meldhau da John Adams a Samuel Barber a Wertens, Thomas Ades o a Mark Anthony Turnage.. Io ho molte prove tangibili di questo. Una mia pubblicità per la Mastercard ha creato una legione di trombettisti di jazz CHE SEMPLICEMENTE NON AVEVANO MAI SENTITO UN SOLO DI TROMBA!!!! E' pur vero che ai Compositori di "Musica Pura" fa ribrezzo qualunque cosa che possa anche lontanamente puzzare di popolare. Io dico che secondo la mia esperienza (ho lavorato con grandi musicisti da Cage a Gillespie fino a Lester Bowie e ho vinto tre premi di Composizione), Allevi fa del bene ma A MODO SUO. E spero che si moltiplichino fenomeni che possano arricchire il linguaggio MAINSTREAM che si può fruire da radio e tv. Quartetti d'Archi, Gruppi strumenali, combo di Jazz se no, non si farà più nulla poiché si estinguerà il pubblico...semplicemente. Quindi procediamo con maggiore concordia verso l'obiettivo di realizzare un ponte verso i grande pubblico. Solo questo permetterà alle musiche non commerciali di sopravvivere. Massimo Nunzi

quanto astio....

....leggo in alcuni recensori..."ognuno ascolta ciò che si merita"...Ma si, continuiamo a chiuderci nella campana di vetro...l'arte, la musica fatta per addetti ai lavori, Nono & company. Io i capolavori di Brahms, Mozart e Beethoven li ho a casa, ma ho anche Allevi. Certo non li paragono, che diavolo! E George Winston? Negli anni 80 in USA ebbe un successo clamoroso, ora ce la prendiamo con Allevi perchè a volte "gli somiglia"? Li riconosco in Allevi gli accenni pianistici a Chopin, Schumann, Prokofiev, Scriabin. E allora? Se assimilati, digeriti e riplasmati in una nuova melodia/armonia non disturbano, anzi, finalmente qualcuno che scriva per pianoforte con un piglio un po' più animato e vivo del Lodovico Einaudi di turno. Tutto questo astio non lo capisco. E' un genio? Chi se ne importa, è davvero importante stabilirlo? Fa musica godibile? Questa è l'unica domanda che conti. E scusate se il mondo non è fatto solo di gente che si mette col calcolatore a farsi "emozionare cerebralmente" dalla dodecafonia... Che idea vecchia, trita e ritrita dell'arte che avete...ecco perchè la musica cosiddetta classica e il teatro hanno bisogno delle sovvenzioni statali per andare avanti perchè non le va a sentire più nessuno, solo vecchi incartapecoriti e annoiati che vanno a mostrare l'ultima pelliccia della moglie al Conservatorio...finchè teatro e musica saranno fatti da gente con tanta spocchia come alcuni che hanno recensito qui, auguri... Venendo al disco in oggetto, bè non è meraviglioso...Allevi è meglio come pianista che come orchestratore, però diamogli il merito di aver alzato il lenzuolo impolverato dai sepolcri imbiancati della musica cosiddetta "colta" e aver cercato di trovare un punto a metà strada con i...Pooh, come ha scritto qualcuno...credo che alla fine sia un merito

Arte vera o presunta?

Per curiosità, e non frequentazione abituale, ho letto le recensioni pubblicate dai fruitori e dai compositori dichiarati (o sottaciuti) di musica. Sono rimasto colpito più che altro dalle facili accuse di plagio di qualche partecipante. Credo che non debba essere immediatamente negata all'autore l'onestà artistica se in qualche passaggio o fraseggio questo ci porti alla mente un altra composizione. Penso piuttosto che vada valutata l'opera nel suo complesso. Quel richiamo in realtà indica che abbiamo ascoltato molta musica e che la nostra sensibilità ne era già rimasta colpita. Se allora le avessimo preferito un altra attività, probabilmente oggi non ce ne cureremmo. Non credo comunque sia questo il caso di Allevi, come sostiene il primo (indispettito) recensore, ma al contrario, di arie originali e contemporaneamente penetranti Giovanni mi pare portatore. Mi chiedo allora, la vera arte musicale, associata univocamente sempre e solo ai grandi compositori del passato, è quella di chi per primo ne produce il suono o appartiene anche a coloro che quel suono fanno proprio e poi trasformano, portandolo più avanti nella strada dell'espressione? Se nel passato non si fosse ascoltato, ascoltato e poi ascoltato, ed infine cambiato, quali armonie oggi potremmo sentire? Una forma di espressione quale è la musica, trae comunque giovamento da persone che le hanno dedicato 20 anni di studio, come Allevi ha fatto. Da quello che i media hanno permesso di capire, credo che non vi sia poi neppure arroganza e/o supponenza nel suo modo di porsi al pubblico, anzi ... E questo è sicuramente, a mio modo di vedere, un fatto positivo. La fortuna (o il destino) poi, soffia dove vuole.

Biografia

Nato(a): 09 aprile 1969, Ascoli Piceno, Italy

Genere: Pop

Anni di attività: '90s, '00s, '10s

Giovanni Allevi nasce a Ascoli Piceno nel 1969 e studia al conservatorio diplomandosi a Perugia nel 1990 e a Milano nel 2001. Frequenta l’Accademia Internazionale di Alto Perfezionamento di Arezzo e nel frattempo si laurea in filosofia nel 1998. Suona per la banda dell’Esercito Italiano e comincia la propria carriera pop collaborando con Jovanotti e il bassista Saturnino. Compone e suona classica, esibendosi a New York e a Palermo. Il suo quinto album Joy esce nel 2006 e ottiene il disco d’oro. Proprio...
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