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Recensioni clienti

Solo echi

Solo la "suite" che dà il titolo al disco ha degli echi di alcuni momenti degli Yes che abbiamo amato e che amiamo. Ci sono i coretti giusti, qualche sprazzo di chitarra di Steve Howe che solletica l'animo, il basso di Steve che tesse tappeti per qualche attimo come nei momenti migliori. Nemmeno la voce che sostituisce Jon mi disturba per certi versi, anche se spesso riporta a Drama (disco che comunque amo).
Diciamo che poi gli Yes finiscono lì e il resto del disco passa senza lasciare nessuna traccia nella memoria sonora.
Peccato, mi ero illuso che potesse esserci un rigurgito creativo e invece solo qualche eco qua e là e poi il nulla.
Ma la riconoscenza agli Yes in tutta la mia vita non potrà mai scadere.

più NO che YES

Questi non sono proprio gli Yes: manca Jon Anderson, il più Yes della band, e non c'è neppure Wakeman. Siamo più dalle parti del prog pop glam bubblegum dei giorni di Drama. Se vi piacciono gli Yes di Los Angeles, valgono un ascolto. Se vi piace The Yes Album, Close To The Edge, ma anche i recenti Classic Yes, evitatevi un mal di pancia.

Perpetual Change

Portatemi un album degli Yes che suoni uguale al precedente......Non ci riuscirete mai.
Gli Yes sono la "famiglia allargata" per eccellenza della scena musicale degli ultimi 40 anni.
Quindi il consiglio e' di giudicare l'album per i suoi meriti e non per chi canta o per chi siede alle tastiere.
Questo disco e' una sorpresa perche' ,in realta',suona classico e moderno al tempo stesso.
Merito soprattutto di Trevor Horn che riesce a fondere le varie anime della band per produrre qualcosa che suona fluido e senza forzature.
Altro merito e' l'aver tenuto i tempi dentro canoni "vinilici" (il disco dura circa 45 minuti) evitando di affogare il tutto in un mare di inutili riempitivi,cosa che ha penalizzato drammaticamente la produzione della band negli ultimi 20 anni.
Un gradito e inaspettato ritorno .

Biografia

Formato(a): 1968, Birmingham, England

Genere: Rock

Anni di attività: '60s, '70s, '80s, '90s, '00s, '10s

Sicuramente uno dei gruppi progressive rock più longevi e celebri degli anni ’70 sono gli Yes che dimostrarono di essere una delle realtà di successo più longeve del proprio genere musicale. La band, fondata nel 1968 sopravvisse a un cambio generazionale del pubblico e all'allontanamento dei membri più importanti del gruppo in momenti chiave della loro storia, per arrivare alla fine del secolo a imporsi come band progressive rock. Mentre rivali come Emerson, Lake & Palmer furono spazzati via dal...
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