11 brani, 29 minuti

NOTE DELLA REDAZIONE

Calcutta unisce le icone del cantautorato nostrano alla sensibilità delle nuove generazioni e conquista il grande pubblico con ironia e romanticismo. Qui arricchito dall’inedito ‘Albero’, Mainstream abbandona il lo-fi degli esordi, pur mantenendo una tenera e spontanea semplicità di derivazione underground. Piano e chitarra forniscono la cornice strumentale a storie disincantate e surreali d’amore e quotidianità, come quelle di ‘Gaetano’ e ‘Cosa mi manchi a fare’, che sfociano in ritornelli pensati per essere cantati in coro ma anche per rimuginare e commuoversi in privato.

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Calcutta unisce le icone del cantautorato nostrano alla sensibilità delle nuove generazioni e conquista il grande pubblico con ironia e romanticismo. Qui arricchito dall’inedito ‘Albero’, Mainstream abbandona il lo-fi degli esordi, pur mantenendo una tenera e spontanea semplicità di derivazione underground. Piano e chitarra forniscono la cornice strumentale a storie disincantate e surreali d’amore e quotidianità, come quelle di ‘Gaetano’ e ‘Cosa mi manchi a fare’, che sfociano in ritornelli pensati per essere cantati in coro ma anche per rimuginare e commuoversi in privato.

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