16 brani, 1 ora 6 minuti

NOTE DELLA REDAZIONE

Un ibrido di rock, elettronica e lirismo si affaccia sul quarto album dei Negramaro. I salentini declinano una ricercata poetica tra arrangiamenti barocchi, giochi di sintetizzatori e sequenze ritmiche, effondendo carezze melodiche e trapuntando fra corde metalliche e batterie anche il suono di un clavicembalo. Abbinamenti di pianoforte e archi convivono così con la sferzata muscolare di ‘Via le mani dagli occhi’, mentre l’ugola di Giuliano Sangiorgi esplora vette di virtuosismo. 

NOTE DELLA REDAZIONE

Un ibrido di rock, elettronica e lirismo si affaccia sul quarto album dei Negramaro. I salentini declinano una ricercata poetica tra arrangiamenti barocchi, giochi di sintetizzatori e sequenze ritmiche, effondendo carezze melodiche e trapuntando fra corde metalliche e batterie anche il suono di un clavicembalo. Abbinamenti di pianoforte e archi convivono così con la sferzata muscolare di ‘Via le mani dagli occhi’, mentre l’ugola di Giuliano Sangiorgi esplora vette di virtuosismo. 

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