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La teoria dei colori

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Recensioni iTunes

Il quarto album da solista di Cremonini, dopo il riconoscimento cantautoriale sancito dal decennale Greatest Hits del 2010, è una conferma dei suoi stilemi in chiave più matura. Le undici tracce sono esercizi sentimentali sull'amore, protagonista assoluto, ma trattato ora con frizzante leggerezza come in 'Stupido a chi' e 'Non ti amo più', ora con mirabile melodia come in 'L'uomo che viaggia fra le stelle', ora con echi britpop in 'Una come te'. Album ottimista e solare, anche quando la poesia dei testi si fa dolente come nella figura de 'Il comico (Sai che risate)'.

Recensioni clienti

Libero di creare, libero di spaziare, libero di sentire con l'anima in volo.

Cesare Cremonini, o della libertà. Più la discografia contemporanea italiana si fa spesso soffocare dal sapore plastificato di scelte fatte a tavolino, e più Cesare pensa a coltivarsi con calma e dedizione l'anima ed il pentagramma, come un ortolano d'altri tempi, senza fertilizzanti chimici, in piena autonomia, dovendo rispondere solo a se stesso (e ad un'equipe di lavoro scarna, funzionale e minimale, rimasta inalterata da sempre) di cosa da lì gli esca fuori.
Qui esce fuori di tutto, un vero caleidoscopio di forme, stili, suoni, melodie e idee testuali, disseminate queste ultime - come sempre - di riferimenti autobiografici. Non fatevi comunque ingannare dalla tracklist: ivi l'amore è quasi onnipresente, ed in maniera buffamente ossessiva all'apparenza, ma poi scopriamo che esso in ogni pezzo ha i suoi, e ben definiti, di colori. Sicchè si va dalla malinconia struggente fitta di lirismo poetico (Amor Mio) al divertissement caustico ed ironico, letterariamente molto moderno (Stupido a chi?) alla sana presa in giro tanto di una lei cui si dà del tu (Una come te) quanto del concetto stesso di amore (Ecco l'amore che cos'è).
Non c'è una prevalenza della leggerezza scanzonata però, anzi. Più d'una volta qui dentro si corre il serio rischio di commuoversi: con la già citata struggente ballad pianistica Amor Mio (inerpicata lungo le rive di "fiumi che portano rime"); con la bellissima e toccante "L'uomo che viaggia fra le stelle" (che scende a patti, come già faceva la sorella maggiore "Il primo bacio sulla luna" 4 anni fa, con l'insondabilità ed il mistero dell'eternità, vista da un cuore puro); con l'altrettanto profonda e metaforicamente densa "Il sole" (dialogo fra un capitano ed un tenente in alto mare ove si può scorgere - e trovar la chiave per affrontare, assieme a loro - il senso stesso del quotidiano vivere).
Qui Cremonini inoltre, dopo il primo vero - felice - esprimento in tal senso che fu Le sei e ventisei, fa di pressochè ogni brano un piccolo film, raccontando per immagini cinematografiche una storia con forte impatto anche visivo (che sia un'eredità del lavoro da attore svolto con Pupi Avati?). Rimangono impigliati nella mente, anche a disco finito, il suo comico che tenta di far ridere la ragazza triste lanciandosi nell'aiuola, i suoi capitano e tenente in alto mare, i suoi manager e ballerina "nuova stella di Broadway" innamorati e lanciati verso lo star system, la sue ragazze che "si fanno di rimmel sul treno".

OTTIMO!

Caspita, non lo avrei mai detto che un giorno avrei comprato un disco di Cesare Cremonini. Eppure c'era andato vicino più di una volta a convincermi. Questo lo compro. E se lo "tano" da qualche parte in giro per Bologna, me lo faccio anche autografare.
Che bellissimo lavoro, Cesare. Bellissime canzoni, dalle melodie seducenti e accattivanti e dalle liriche articolate e variopinte. Confezionate in maniera ineccepibile. Certo avere i soldi per pagare una produzione come questa aiuta di sicuro. Ma lasciamo perdere questo aspetto che non è certo una colpa e non riguarda certo solo Cesare Cremonini, ma tutto il main stream
Io compro pochi dischi (e non ne scarico illegalmente NESSUNO) perchè oggi pochi dischi valgono veramente la pena di essere ascoltati dall'inizio alla fine. Finisco sempre per comprare qualche canzone su iTunes. Beh, Cesare, mi hai proprio convinto. Al secondo ascolto. Questo disco merita l'acquisto e merita di essere conservato in una CDteca
Veramente un livello alto. Bravo! voto pieno

Nella tavolozza di Cesare

Sicuramente Cremonini ci ha abituato bene, ogni disco sembra insuperabile e bellissimo. Ma questa volta, retorica a parte, questa volta si è proprio superato.
Un lavoro psichedelico, variegato, colorato appunto. Sembra di essere su delle montagne russe musicali, ballate lente e dolcissime si alternano a pezzi rock che ti fan venir voglia di essere già lì in platea a tenere il tempo e cantare a squarciagola. E' un disco live. Nel senso vero del termine. E' un disco vissuto. Cesare non può fare a meno di mettersi a nudo attraverso la sua musica, ed è questo che porta ogni verso dritto al cuore. Perchè sui quei "fiumi che portano rime" ci siamo passati tutti.
Solo leggere i testi potrebbe bastare a parlare di quest'album come dell'album della maturità. Ma vi sfido a buttarvi dentro a capofitto in questo lavoro, ad alzare il volume e a prestare un'attenzione spietata alla musica che accompagna quelle parole.
Si inizia dal Comico, poi arriva "Una Come Te" accompagnata dalla marcia inconfondibile alla "Penny Lane", e dritti nel vortice di "Stupido a chi?". Pausa. Tocca all'uomo che viaggiava fra le stelle, commuove quel "vieni con me". "Non ti amo più" è geniale nella sua verità, ti strappa un sorriso anche se parla di un addio. E' il momento di "Amor mio" che sembra uscita fuori dagli anni 60, quelli di Tenco e Donaggio. Segue "I love you", eccellente sotto tutti i punti di vista. Ti vien voglia di ballare, e di dire I love you anche se è tutto finito. Anche se ti ha detto "non ti amo più". E avanti il prossimo, "Ecco l'amore che cos'è", irriverente e adorabile. Mantieni il sorriso che ti si è stampato in faccia, arrivano "Tante belle cose", una dichiarazione d'amore come poche, ti invita ad innamorarti accettandone anche i costi. "La nuova stella di Broadway" è una delle mie preferite, sarà perchè New York e Broadway mi hanno rubato il cuore, sarà perchè sembra la sceneggiatura di un film. Si finisce con "Il sole", un dialogo, una figura letteraria, particolare e sofisticata.
Finisce il disco e ci si sente sazi. Sazi di musica, di tutta quella che hai ascoltato, di tutte le note che hai sentito e di tutte le parole che hai condiviso. Finisce il disco e sei affamato. Affamato di musica, di quella che vorrai sentire dal vivo, delle parole che vorrai cantare in coro ai piedi di un palco, insieme a chi come te ha dipinto le sue emozioni coi colori di quest'album.

Biografia

Nato(a): 27 marzo 1980, Bologna, Italy

Genere: Pop

Anni di attività: '90s, '00s, '10s

Dopo il successo ottenuto nel 1999 con i Lunapop, nel 2002 Cesare Cremonini inizia una interessante carriera da solista che vede a oggi la pubblicazione di quattro album studio, un live e una raccolta. Dopo aver studiato pianoforte da bambino, durante l’adoloscenza scopre i Queen e comincia a compore testi per brani pop rock. Con Bagus (2002) ottiene quattro dischi d’oro e registra Maggese (2006) nei famosi studi di Abbey Road. Cremonini non smette mai di rendere omaggio ai grandi della musica italiana...
Bio completa

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