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La teoria dei colori

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Recensione album

After a very successful first decade with Warner, capped off by 2010's double-disc compilation 1999-2000: The Greatest Hits, Cesare Cremonini released his fourth solo album, La Teoria dei Colori, for Universal in 2012. Listening to both this new album and the compilation side by side is an excellent way to realize that, if Cremonini does not introduce any significant changes to his style (tellingly, he has worked with the same producer, Walter Mameli, for his entire career), he has truly perfected the formula, for any of these 11 songs could conceivably hold its own among the greatest hits. Indeed, La Teoria dei Colori is Cremonini's most mature and consistent work to date. What is perhaps most remarkable is that, even if Cremonini seems to sing exclusively about love, he manages to find the right balance between texts and music to steer clear of maudlin. No small feat, considering that a quick look at the list of titles can be cringe-inducing, as it reveals that songs called "Amor Mio," "I Love You," "Non Ti Amo Più," or "Una Come Te" are all included on the same album. Never fear, Cremonini gets out of trouble admirably, treating even the coyest of ballads with the appropriate lightness of touch and an endearing voice, and dressing his sentimental queries with engaging arrangements and melodies — cases in point, the gorgeous "L'uomo Che Viaggia Fra le Stelle" or "Tante Belle Cose." Furthermore, La Teoria dei Colori is a joyful, upbeat album with lyrics that are not necessarily happy, as Cremonini typically assigns his most bitter texts to the bubbliest tracks ("Stupido a Chi?," "Non Ti Amo Più"), and his sweetest words to the quieter moments ("Tante Belle Cose.") Musically, he has always strived for a synthesis of popular Italian song and British rock, sort of the San Remo/Cantautori tradition-meets-'60s Beat, as in the intro and background vocals of "Una Come Te," one of many good examples to be found on this album. Many songs are midtempo numbers that follow a similar pattern, beginning with piano or acoustic guitar, which then gain momentum as swirling string sections and throbbing Brit-pop guitars are introduced, often with a subtle cushion of electronica in the background. Nowhere is this better realized than in the opening track and first single, "Il Comico (Sai Che Risate)," which swiftly became one of the smash hits of the 2012 summer in Italy. One of Cremonini's finest creations, it also serves as a perfect encapsulation of his musical influences and lyrical preoccupations, as it combines elements of two of his most popular songs (the main character from "Il Pagliaccio" and the childhood sweetheart who sadly grew up into a very different person, from Lunapòp's "Qualcosa di Grande"), into a sweeping tale that is arguably better than either. Beautifully crafted and featuring a batch of songs that all turn out to be growers, La Teoria dei Colori is as fine an album of melodic singer/songwriter-Italian pop as you will hear in 2012.

Recensioni clienti

Libero di creare, libero di spaziare, libero di sentire con l'anima in volo.

Cesare Cremonini, o della libertà. Più la discografia contemporanea italiana si fa spesso soffocare dal sapore plastificato di scelte fatte a tavolino, e più Cesare pensa a coltivarsi con calma e dedizione l'anima ed il pentagramma, come un ortolano d'altri tempi, senza fertilizzanti chimici, in piena autonomia, dovendo rispondere solo a se stesso (e ad un'equipe di lavoro scarna, funzionale e minimale, rimasta inalterata da sempre) di cosa da lì gli esca fuori.
Qui esce fuori di tutto, un vero caleidoscopio di forme, stili, suoni, melodie e idee testuali, disseminate queste ultime - come sempre - di riferimenti autobiografici. Non fatevi comunque ingannare dalla tracklist: ivi l'amore è quasi onnipresente, ed in maniera buffamente ossessiva all'apparenza, ma poi scopriamo che esso in ogni pezzo ha i suoi, e ben definiti, di colori. Sicchè si va dalla malinconia struggente fitta di lirismo poetico (Amor Mio) al divertissement caustico ed ironico, letterariamente molto moderno (Stupido a chi?) alla sana presa in giro tanto di una lei cui si dà del tu (Una come te) quanto del concetto stesso di amore (Ecco l'amore che cos'è).
Non c'è una prevalenza della leggerezza scanzonata però, anzi. Più d'una volta qui dentro si corre il serio rischio di commuoversi: con la già citata struggente ballad pianistica Amor Mio (inerpicata lungo le rive di "fiumi che portano rime"); con la bellissima e toccante "L'uomo che viaggia fra le stelle" (che scende a patti, come già faceva la sorella maggiore "Il primo bacio sulla luna" 4 anni fa, con l'insondabilità ed il mistero dell'eternità, vista da un cuore puro); con l'altrettanto profonda e metaforicamente densa "Il sole" (dialogo fra un capitano ed un tenente in alto mare ove si può scorgere - e trovar la chiave per affrontare, assieme a loro - il senso stesso del quotidiano vivere).
Qui Cremonini inoltre, dopo il primo vero - felice - esprimento in tal senso che fu Le sei e ventisei, fa di pressochè ogni brano un piccolo film, raccontando per immagini cinematografiche una storia con forte impatto anche visivo (che sia un'eredità del lavoro da attore svolto con Pupi Avati?). Rimangono impigliati nella mente, anche a disco finito, il suo comico che tenta di far ridere la ragazza triste lanciandosi nell'aiuola, i suoi capitano e tenente in alto mare, i suoi manager e ballerina "nuova stella di Broadway" innamorati e lanciati verso lo star system, la sue ragazze che "si fanno di rimmel sul treno".

OTTIMO!

Caspita, non lo avrei mai detto che un giorno avrei comprato un disco di Cesare Cremonini. Eppure c'era andato vicino più di una volta a convincermi. Questo lo compro. E se lo "tano" da qualche parte in giro per Bologna, me lo faccio anche autografare.
Che bellissimo lavoro, Cesare. Bellissime canzoni, dalle melodie seducenti e accattivanti e dalle liriche articolate e variopinte. Confezionate in maniera ineccepibile. Certo avere i soldi per pagare una produzione come questa aiuta di sicuro. Ma lasciamo perdere questo aspetto che non è certo una colpa e non riguarda certo solo Cesare Cremonini, ma tutto il main stream
Io compro pochi dischi (e non ne scarico illegalmente NESSUNO) perchè oggi pochi dischi valgono veramente la pena di essere ascoltati dall'inizio alla fine. Finisco sempre per comprare qualche canzone su iTunes. Beh, Cesare, mi hai proprio convinto. Al secondo ascolto. Questo disco merita l'acquisto e merita di essere conservato in una CDteca
Veramente un livello alto. Bravo! voto pieno

Nella tavolozza di Cesare

Sicuramente Cremonini ci ha abituato bene, ogni disco sembra insuperabile e bellissimo. Ma questa volta, retorica a parte, questa volta si è proprio superato.
Un lavoro psichedelico, variegato, colorato appunto. Sembra di essere su delle montagne russe musicali, ballate lente e dolcissime si alternano a pezzi rock che ti fan venir voglia di essere già lì in platea a tenere il tempo e cantare a squarciagola. E' un disco live. Nel senso vero del termine. E' un disco vissuto. Cesare non può fare a meno di mettersi a nudo attraverso la sua musica, ed è questo che porta ogni verso dritto al cuore. Perchè sui quei "fiumi che portano rime" ci siamo passati tutti.
Solo leggere i testi potrebbe bastare a parlare di quest'album come dell'album della maturità. Ma vi sfido a buttarvi dentro a capofitto in questo lavoro, ad alzare il volume e a prestare un'attenzione spietata alla musica che accompagna quelle parole.
Si inizia dal Comico, poi arriva "Una Come Te" accompagnata dalla marcia inconfondibile alla "Penny Lane", e dritti nel vortice di "Stupido a chi?". Pausa. Tocca all'uomo che viaggiava fra le stelle, commuove quel "vieni con me". "Non ti amo più" è geniale nella sua verità, ti strappa un sorriso anche se parla di un addio. E' il momento di "Amor mio" che sembra uscita fuori dagli anni 60, quelli di Tenco e Donaggio. Segue "I love you", eccellente sotto tutti i punti di vista. Ti vien voglia di ballare, e di dire I love you anche se è tutto finito. Anche se ti ha detto "non ti amo più". E avanti il prossimo, "Ecco l'amore che cos'è", irriverente e adorabile. Mantieni il sorriso che ti si è stampato in faccia, arrivano "Tante belle cose", una dichiarazione d'amore come poche, ti invita ad innamorarti accettandone anche i costi. "La nuova stella di Broadway" è una delle mie preferite, sarà perchè New York e Broadway mi hanno rubato il cuore, sarà perchè sembra la sceneggiatura di un film. Si finisce con "Il sole", un dialogo, una figura letteraria, particolare e sofisticata.
Finisce il disco e ci si sente sazi. Sazi di musica, di tutta quella che hai ascoltato, di tutte le note che hai sentito e di tutte le parole che hai condiviso. Finisce il disco e sei affamato. Affamato di musica, di quella che vorrai sentire dal vivo, delle parole che vorrai cantare in coro ai piedi di un palco, insieme a chi come te ha dipinto le sue emozioni coi colori di quest'album.

Biografie

Nato(a): 27 marzo 1980, Bologna, Italy

Genere: Pop

Anni di attività: '90s, '00s, '10s

Italian singer/songwriter Cesare Cremonini found his voice as a writer at a very young age. He began playing piano around the age of six and began writing his own songs and poetry in earnest around the age of 11, seeking an outlet for adolescent frustrations. At the age of 12 he was given a Queen record, and he quickly came to idolize the band. He strove throughout his young adult years to put his poetry to music and learn to communicate through song....
Bio completa
La teoria dei colori, Cesare Cremonini
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