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NOTE DELLA REDAZIONE

Realtà virtuali e synth anni ’80 nell’ottavo album della band.

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Valutazioni e recensioni

3.7 su 5
41 valutazioni
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Scantanadar

Peggio di Drones

È' evidente che stanno raschiando il barile...ripetitivi,scontati,non fanno alto che tagliare e spostare pezzi di canzoni gia fatte. Come inizio sembra anche peggio di Drones.

__ilaaaaaaa_

I muse sono i muse

Per tutti quelli che dicono che fanno cagare e con sono più gli stessi muse,beh....sinceramente non li conoscete. Non hanno mai riproposto la stessa musica negli album durante tutti gli anni. Diciamocelo. Anche origin of symmetry era diverso da absolution e via dicendo. La gente non li ha mai accettati ma ora li vediamo come dei grandi successi sottovalutati ecc
Apparte che non c’è niente che non vada in questo album. Tecnicamente è a livelli decisamente superiori rispetto agli artisti di oggigiorno. Ve lo dice una che di musica comunque se ne intende.
Anche io personalmente come strumenti preferisco le loro chitarre aggressive e via dicendo ma non mi permetto di dire che simulation theory fa cagare solo perché non ci sono chitarre e blabla. Si sono messi a sperimentare cose nuove ma nemmeno tanto perché usano synth anni ottanta e vi giuro che li usano meglio di chiunque altro

Dennis Radaelli

Irriconoscibili

Se da un lato non mancano risultati interessanti (come il secondo singolo The Dark Side o la conclusiva The Void.), dall'altro piatto della bilancia la stessa band autrice di composizioni brillanti come Citizen Erased, Knights of Cydonia o Exogenesis Symphony ci regala oscenità come Something Human (scelto addirittura come singolo di lancio), la vecchia Dig Down o Get Up and Fight.

Capisco la voglia di sperimentare, di spingersi verso nuovi orizzonti musicali e cose varie, ma è innegabile che Simulation Theory è un perfetto salto nel vuoto per il trio britannico. Il sempre principale compositore Matthew Bellamy, nonostante l'enorme bagaglio di conoscenze accumulate nel corso della brillante carriera dei Muse, ha preferito percorrere la strada già ormai (purtroppo) seguita dalla stragrande maggioranza dei principali artisti del panorama mainstream: emulare in malo modo le sonorità synth pop anni 80 e dando vita a un disco tra il ridicolo e il facilmente dimenticabile.

Informazioni su Muse

I Muse sono gli inglesi Matthew Bellamy, Chris Wolstenholme e Dominic Howard: una della rock-alternative band più famose degli ultimi tempi. Showbiz, l’album del debutto ufficiale, esce nel 1999 e contiene pezzi di successo come “Sunburn”, “Muscle Museum” e “Unintended”. Dopo Origin of Simmetry del 2001, confermano la fama internazionale grazie ad Absolution, terzo disco in studio, prodotto da Rich Costey e anticipato dai fortunati singoli “Stockholm Syndrome” e “Time Is Running Out”. Con Drones del 2015 -- ultimo progetto discografico, distribuito da etichetta Warner Bros. Records -- vincono il Grammy Award per il miglior album rock dell’anno.

ORIGINI
Teignmouth, Devon, England
FORMAZIONE
1997