12 brani, 51 minuti

NOTE DELLA REDAZIONE

A dispetto del nome-calembour, l'esordio di Chet Faker è tutt'altro che jazz: l'australiano Nicholas Murphy si muove con autorevolezza tra folktronica e trip-hop grazie a una voce capace di incarnare l'intensità del soul. Intorno a questo strumento, vero focus del disco come mezzo espressivo e musicale, si adattano e convivono le decostruzioni elettroniche R&B di ‘Blush' e ‘Gold’, e le suite più imprevedibili e rock di 'Cigarettes & Loneliness'. Grazie a una patina spettrale che fa emergere dalle nebbie la maggior parte delle tracce, il disco si è meritato un posto speciale nelle classifiche di fine 2014.

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A dispetto del nome-calembour, l'esordio di Chet Faker è tutt'altro che jazz: l'australiano Nicholas Murphy si muove con autorevolezza tra folktronica e trip-hop grazie a una voce capace di incarnare l'intensità del soul. Intorno a questo strumento, vero focus del disco come mezzo espressivo e musicale, si adattano e convivono le decostruzioni elettroniche R&B di ‘Blush' e ‘Gold’, e le suite più imprevedibili e rock di 'Cigarettes & Loneliness'. Grazie a una patina spettrale che fa emergere dalle nebbie la maggior parte delle tracce, il disco si è meritato un posto speciale nelle classifiche di fine 2014.

TITOLO DURATA
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