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Fly

Zucchero

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Recensione album

Although not particularly well known in the United States, Adelmo "Zucchero" Fornaciari has been a fixture on the Italian rock scene since his 1985 debut. In 2005 he helped to introduce himself to the American public when he released Zucchero & Co., an album of duets with artists like Sting, Eric Clapton, B.B. King, and Sheryl Crow. The next year, with the help of producer Don Was, Zucchero issued Fly, a record that, though it is sung in Italian, has enough comfortable adult pop elements that it should probably appeal to foreign listeners as well as to his compatriot base. Zucchero's always been a fan of the blues, and this continues to be shown on Fly, a third of whose songs are interpretations of 12-bar-influenced white rock. "Un Kilo" — rumored to be about Vasco Rossi — while not exactly raw or gritty, shuffles along nicely and has some slide guitar, and even some anger, in it. The latter especially is a rare occurrence for the album, most of the rest of which is comprised of slow, introspective, lovelorn ballads that all sound like something Peter Gabriel would write if he were Italian. The only song that breaks from this pattern in the '60s folk-rock-inspired "Cuba Libre," which hearkens back to the Mamas & the Papas or Peter, Paul & Mary, and has the fantastically catchy chorus, "Mi piace la lasagna, e poi mi piaci tu" ("I like lasagna, and then I like you"). Food references aside, Zucchero is very much focused here lyrically on the idea of both nature and space. Fly as a title was not chosen haphazardly — the word is mentioned numerous times throughout the album, as are ideas of birds and the sky. Nature here can distance two people, like it does in the Billy Joel-esque "È Delicato," but it can also heighten their feelings, like in "L'Amore È nell'Aria." The repeated references to the earth and stars and sun do mean that things can border dangerously on the adult alternative, especially on cuts like "Quanti Anni Ho," in which Zucchero approaches his vocals almost like Andrea Bocelli, holding out his notes and ignoring syncopation, and even the work of the Roots drummer ?uestlove on "Pronto" and "Let It Shine" doesn't quite bring it up to a rock level. Still, Fly is an expertly conceived and produced album, and Zucchero knows how to convey emotion without getting overly sappy, which means that it doesn't take a knowledge of Italian to enjoy it.

Recensioni clienti

Ma dov'è Zucchero?

Zucchero cambia produttore e genere musicale. Via l'elettronica, via il pro tool, largo ai suoni puri. Il risultato è un album di lenti, troppo spesso tediosi e con melodie povere. Siamo lontani da It's all right di Miserere, melodia lenta ma bellissima. Mancano i pezzi cattivi alla Zucchero, manca il tanto sbandierato blues (ma questa non è affatto una novità), c'è solo la melodia italiana stile Laura Pausini. Non so a cosa sia dovuto questo revirement del cantante emiliano, ma il risultato è un disco di gran lunga sotto il livello dei precedenti. Peccato. Il pezzo migliore è quello scritto con Fossati, "E' delicato"; "Occhi" invece è una canzone che sembra scritta da Gianluca Grignani, ne richiama gli stilemi. Pausini, Grignani, ma dov'è Zucchero in questo disco? L'interpetazione vocale di Zucchero è invece ai massimi storici; quasi sempre molto intonato, a parte qualche piccolo portamento qua e là e qualche incertezza in un salto di ottava. La performance di Sugar merita un 7/8; anche il timbro di voce appare più gradevole di sempre, complice forse anche una tessitura delle canzoni a tonalità umane; in questo disco Zucchero non fa "il tenore spinto" (avete presente Così Celeste?) ed il risultato è davvero piacevole. Le canzoni contenute nel disco invece non arrivano mediamente invece alla sufficienza. Nei testi c'è un "rotolando verso" che fa tanto Negrita ("rotolando verso sud") e un "io sono un'ombra e tu il sole" che fa tanto Guccini in Cirano. Registro anche un fastidioso quanto sbagliato "così talmente bella". Gli appassionati dell'artista emiliano non potranno che guardare nostalgicamente al passato, a canzoni come Diamante e Dune Mosse. Provate a confrontarle con Pronto, contenuta nel nuovo disco e ditemi che ne pensate. Aggiungo un'altra cosa. Ho letto tutte le recensioni comparse sui quotidiani nazionali all'indomani della presentazione del disco avvenuta poco tempo fa a Venezia. Nessuno ha osato scrivere una minima critica. Non so del tipo "è un disco noioso". Fegiz, sul Corriere azzarda su Fly e lo definisce disco "lineare". Per il resto: tutto bello, tutti bravi. Mi domando se quel tipo di recensioni serva più a far vendere dischi al cantante o far scegliere consapevolmente al potenziale acquirente se valga o meno la pena di comprare un prodotto. Per i fan dello Zucchero capace di storici successi (quelli prodotti da Corrado Rustici e non dall'americano Don Was)il consiglio è di attendere fiduciosi il prossimo disco.

E' Dolce!!

Musica per sognare... Direi che non è male... I ritmi dolci e latini sono smepre i benevenuti...

Cos'è successo??

Ho acquistato subito il CD.... uno Zucchero irriconoscibile... veramente deluso da questo album. Ma cos'è successo?? Lo ha per caso aiutato Tiziano Ferro?? ( il senso di certe canzoni è lo stesso!! )

Biografie

Nato(a): 25 settembre 1955, Roncocesi, Italy

Genere: Pop

Anni di attività: '70s, '80s, '90s, '00s, '10s

Adelmo Fornaciari is the talented Italian musician more commonly known to the world by his nickname, Zucchero ("Sugar"), given to him by an elementary school teacher. He began playing the guitar in his home province of Reggio Emilia, focusing on music in the blues/R&B mold. As a teenager, he founded a local band called Le Nuove Luci. After forming another group, Sugar and Candies, in 1978, Zucchero began writing as well — Italian pop songs for other artists, and more blues-oriented material...
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Fly, Zucchero
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