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La ricostruzione del legamento crociato anteriore oggi

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Descrizione

Questo volume racchiude la summa di quanto viene proposto dai chirurghi italiani nell’ambito della ricostruzione del legamento crociato anteriore (LCA).
Noi sappiamo che le lesioni del LCA sono percentualmente molto alte, e conseguentemente l’azione dei chirurghi ortopedici, fin dai tempi di Hey e più avanti di Ivar Palmer, era ed è quella di stabilizzare il ginocchio onde evitare quel grave declino degenerativo che si evidenziava sia da un punto di vista radiografico che clinico.
In Italia si deve a Giancarlo Puddu se molti giovani chirurghi ortopedici si sono avvicinati alla chirurgia ricostruttiva. E si deve sempre a Giancarlo Puddu, Paolo Aglietti, Mario Bianchi, Aldo Moschi ed altri la fondazione del Club Italiano di Chirurgia del Ginocchio e l’organizzazione del 1° corso di chirurgia del ginocchio, che si tenne ad Ancona nel 1979 sotto la presidenza di Silvio Zanoli.
Sulla spinta di quanto sentito a Roma e ad Ancona, l’indirizzo terapeutico nei traumi distorsivi di ginocchio era: diagnosi precoce ed intervento urgente di ricostruzione legamentosa, possibilmente entro le 6 ore. Tale intervento consisteva in un’ampia artrotomia pararotulea mediale, reinserzione del LCA secondo Palmer, re-inserzione del menisco mediale, ricostruzione del POL secondo J.C. Hughston e reinserzione del LCM.
Agli inizi degli anni Ottanta, con il crescere del numero di pazienti che presentavano gli esiti di un grave trauma distorsivo di ginocchio non trattato, con conseguente grave instabilità, prendono piede tecniche di stabilizzazione extra-articolari quali la tenodesi della fascia lata, l’avanzamento del POL, o interventi molto complessi.
Verso la metà degli anni ’80, con l’avvento dell’artroscopia arrivano alla ribalta i legamenti artificiali, che potevano fungere da scaffold o da protesi vera e propria.
In relazione all’idea che i legamenti artificiali, pur posizionati nel rispetto della tecnica, non potessero durare a lungo, molti utilizzatori di tali sistemi dissero “stop ai legamenti artificiali” e indirizzarono le loro energie a tecniche di sostituzione con strutture biologiche. Precursori di tali metodiche, andando di fatto controcorrente, furono Paolo Aglietti e Giancarlo Puddu, i quali utilizzarono come graft il tendine rotuleo e i tendini semitendinoso e gracile.
C.H. Brown a Firenze, al congresso organizzato da P. Aglietti sempre nel 2000, affermava che “allo stato attuale non esiste trapianto autologo, eterologo o sintetico che possa essere considerato il gold standard per la ricostruzione del LCA”. Gli anni a seguire furono un susseguirsi di studi e di ricerche sulla anatomia e cinematica del LCA, ed alcuni Autori cercarono di riprodurre il doppio fascio nelle ricostruzioni del LCA.
Allo stato attuale questi studi e queste esperienze hanno portato i chirurghi non tanto ad abbracciare la filosofia ricostruttiva con doppio fascio ma, ove si utilizzasse il singolo fascio, ad essere quanto più vicini all’inserzione anatomica del LCA nell’esecuzione dei tunnel ossei, specie in sede femorale.
Concludiamo augurando ai lettori una proficua lettura di quanto valenti colleghi hanno scritto in questo volume, che è il risultato di oltre 30 anni di studi e di lavoro.

Immagini

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La ricostruzione del legamento crociato anteriore oggi
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  • 18,99 €
  • Disponibile su iPhone, iPad, iPod touch e Mac.
  • Categoria: Medicina
  • Pubblicato: 14/11/2012
  • Editore: CIC Edizioni Internazionali
  • Pagine: 149
  • Lingua: Italiano
  • Requisiti: Per leggere questo libro, devi disporre di un dispositivo iOS con iBooks 1.3.1 o versione successiva e iOS 4.3.3 o versione successiva, oppure di un Mac con iBooks 1.0 o versione successiva e OS X 10.9 o versione successiva.

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