iTunes

Opening the iTunes Store.If iTunes doesn’t open, click the iTunes icon in your Dock or on your Windows desktop.Progress Indicator
Opening the iBooks Store.If iBooks doesn't open, click the iBooks app in your Dock.Progress Indicator
iTunes

iTunes is the world's easiest way to organize and add to your digital media collection.

We are unable to find iTunes on your computer. To download from the iTunes Store, get iTunes now.

Do you already have iTunes? Click I Have iTunes to open it now.

I Have iTunes Free Download
iTunes for Mac + PC

Viva l'Italia!

Risorgimento e Resistenza: perché dobbiamo essere orgogliosi della nostra nazione

This book is available for download with iBooks on your Mac or iOS device, and with iTunes on your computer. Books can be read with iBooks on your Mac or iOS device.

Description

Chissà cosa direbbe dell'Italia di oggi Garibaldi, che conquistò un regno ma con sé a Caprera non portò i quadri di Caravaggio e l'oro dei Borboni, bensì un sacco di fave e uno scatolone di merluzzo secco. Cosa direbbero i volontari della Grande Guerra, che scrivevano alle madri: «Forse tu non potrai capire come non essendo io costretto sia andato a morire sui campi di battaglia, ma credilo mi riesce le mille volte più dolce il morire in faccia al mio paese natale, per la mia Patria. Addio mia mamma amata, addio mia sorella cara, addio padre mio. Se muoio, muoio coi vostri nomi amatissimi sulle labbra, davanti al nostro Carso selvaggio». Cosa direbbe il generale Perotti, capo del Cln piemontese, condannato a morte dal tribunale di Salò, che ai suoi uomini ansiosi di discolparlo e addossarsi ogni responsabilità grida: «Signori ufficiali, in piedi: viva l'Italia!»? «Viva l'Italia!» oggi è un grido scherzoso. Ma per molti italiani del Risorgimento e della Resistenza furono le ultime parole. La Resistenza non è di moda. È considerata una «cosa di sinistra». Si dimentica il sangue dei sacerdoti come don Ferrante Bagiardi, che volle morire con i parrocchiani dicendo «vi accompagno io davanti al Signore», e dei militari come il colonnello Montezemolo, cui i nazifascisti cavarono i denti e le unghie, non i nomi dei compagni. Si dimentica che i partigiani non furono tutti sanguinari vendicatori ma anzi vennero braccati, torturati, impiccati ed esposti per terrorizzare i civili; e che i «vinti», i «ragazzi di Salò», per venti mesi ebbero il coltello dalla parte del manico, e lo usarono. Neppure il Risorgimento è di moda. Lo si considera una «cosa da liberali». Si dimentica che nel 1848 insorse l'Italia intera. Oggi è l'ora della Lega e dei neoborbonici. L'Italia la si vorrebbe divisa o ridotta a Belpaese: non una nazione, ma un posto in cui non si vive poi così male. Invece l'Italia è una cosa seria. È molto più antica di 150 anni; è nata nei versi di Dante e Petrarca, nella pittura di Piero della Francesca e di Tiziano. Ed è diventata una nazione grazie a eroi spesso dimenticati. Aldo Cazzullo ne racconta la storia. Respinge l'idea leghista e la retorica del Belpaese. Prefigura la nascita di un «partito della nazione». E avanza un'ipotesi: che in fondo gli italiani siano intimamente legati all'Italia più di quanto loro stessi pensino.

Viva l'Italia!
View in iTunes
  • 6,99 €
  • Available on iPhone, iPad, iPod touch, and Mac.
  • Category: Politics & Current Affairs
  • Published: 01 December 2010
  • Publisher: Mondadori
  • Print Length: 168 Pages
  • Language: Italian
  • Requirements: To view this book, you must have an iOS device with iBooks 1.3.1 or later and iOS 4.3.3 or later, or a Mac with iBooks 1.0 or later and OS X 10.9 or later.

Customer Ratings

We have not received enough ratings to display an average for this book.